Associazione Culturale Aristocrazia Europea

martedì 5 febbraio 2013

Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli.

Il Conte Don
Gelasio Gaetani dell'Aquila d'Aragona Lovatelli
Nobile dei Principi di Piedimonte e dei Duchi di Laurenzana,
Nobile dei Conti di Alife, Fondi, Morcone e Traetto
Grande di Spagna e Patrizio Napoletano

Nipote dell’esploratore Raimondo Franchetti, nato a Roma il 15/04/19541954, iscritto all’Università di Lettere e Filosofia “La Sapienza” a metà corso decide di cambiare per la facoltà di Agraria a Cascine (FI). Otto anni negli Stati Uniti, due anni in Inghilterra, un anno in Asia. Produttore storico in Montalcino, membro della Giunta direttiva dell’Enoteca italiana di Siena, è stato direttore della rivista “L’ETICHETTA” fondata da Luigi Veronelli. Scrittore e giornalista è un uomo di difficile posizionamento nel panorama vinicolo italiano a causa della sua natura eclettica e insofferente a ogni forma di collocazione. Divide il suo tempo fra Londra, New York e il Far East dove presta la sua consulenza per importanti gruppi distributivi impegnati con il vino italiano e per conto di gruppi internazionali interessati in investimenti è impegnato in Sicilia in un progetto vinicolo nella zona sud orientale dell’isola. Nel 2000 ha fondato a Roma la ” The International Wine Academy of Roma “. Attualmente è impegnato nella realizzazione di un polo di cantine Italiane sempre in Patagonia ( Clos de Los Quatro ) dopo avere realizzato nel 1998 nella Patagonai del Nord una cantina nella valle del Rio Negro ( noord Patagonia). Nel 1999 in Repubblica della Georgia ( ex Russia) su ispirazione del professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti di viticoltura a livello mondiale, ha realizzato una grossa cantina a Thelavi e ha ritrovato in un antico monastero un particolare vino rosso.

All’Inferno mi aspetta il girone degli invidiosi ma con l’onore delle armi. Mica tutti possono avere un nome di cui è difficile capire il cognome: Gelasio Gaetani dell’Aquila d’Aragona Lovatelli è nell’ordine cacciatore di donne, conte, ricco, elegante, un pò hippie un pò dandy, “il maschio più sexy d’Italia” ma soprattutto esperto di vino. Così almeno recita la scheda (“l’intenditore”) che cura settimanalmente su Io Donna, il femminile del Corriere della Sera. A far curriculum, poi, un matrimonio fallito con Noemi Marone Cinzano, proprietaria di Argiano (sorella del Francesco ex presidente del Consorzio del Brunello e proprietario della Tenuta Col d’Orcia) e amicizie illustri con vip come Sharon Stone, di cui cura la cantina. E al solo pensiero di Sharon “istinto di base” Stone, l’invidia sconfina nella lussuria. Ora torniamo a noi. Capita che sotto l’ombrellone oltre a Novella 2000 leggi di tutto, ma santocielo. Gente come Gelasio è già perfetta di suo, perché lasciarla impunemente scrivere assurdità? Il mondo del vino ha già tanti problemi e inventare descrittori ad catsium non è tra i primi ma a tutto c’è un limite. Occhi aperti: la composizione fruttata è grandiosa per freschezza iniziale e per complessità. Dal ventaglio di nuance, dalla banana all’agrume antico, alla vaniglia e, se chiudiamo gli occhi, a una primavera botticelliana. Signore, perdona quest’uomo. Dire banana perché c’è lo chardonnay è scontato ma già ad agrume antico ho iniziato a barcollare sotto il sole, interpellando mezza spiaggia quasi tramortito. Però leggere di una primavera botticelliana è davvero troppo. Già siamo 4 gatti a smazzarci le meningi dietro al vino di qualità, ma proprio ‘ste figure da pellegrini soloni dobbiamo fare al cospetto di chi un vino da 20,60 euro non lo comprerebbe neanche sotto tortura? A margine, trattavasi del Chiarandà 2007 di Donnafugata, ignota cantina scoperta dall’intenditore. Quest’uomo vuole aggiungere al palmares un bel carciofino d’oro (tributo della rivista Il mio vino ai descrittori più incredibili) e una cosa è certa: raccontando il vino così non andiamo da nessuna parte. E ora sentitevi liberi di trascrivere tutte le amenità che avete letto nel recente passato, poi non pensiamoci più.

Gioco di squadra per sbarcare sul mercato cinese. È l'obiettivo di "Ex Vinis" l'iniziativa di co–marketing nel vino messa a punto da Gelasio Gaetani d'Aragona produttore di Brunello di Montalcino e consulente di decine di imprese del vino italiane e straniere. Un marchio ombrello per aggredire mercati lontani Ex Vinis è quindi un marchio ombrello che mette insieme 13 aziende vitivinicole di qualità (ma l'obiettivo è arrivare a quota 25) di otto diverse regioni d'Italia. Si tratta di aziende di medie e piccole dimensioni che da sole non dispongono della massa critica necessaria, né spesso delle risorse, per aggredire mercati lontani e sconfinati come quello cinese. di Giorgio dell'Orefice - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/FJ30C


In tutti questi anni ho conosciuto il vino e gli uomini che lo fanno, ho viaggiato per terre e vigneti, ho bevuto molto, bene e meno bene. Ne ho tratto la convinzione che il vino sia il frutto del combinarsi di tre diversi elementi. Ciò che viene conosciuto come terroir, l'espressione più completa della dimensione geografica, geologica, climatica e umana di una determinata zona che lo segna rendendolo così diverso a seconda del luogo dove viene fatto. Ad esso si aggiunge ciò che mi piace chiamare "i condimenti": l'uso sapiente in cantina di tecniche che ne definiscono la personalità, lo plasmano secondo le volontà del viticoltore o dell'enologo che ne diventa, come un artista, il creatore. E poi, ultimo ma non meno importante, il fattore umano. Sono convinto che qualunque vino racchiuda in sé non solo il carattere delle persone che lo fanno, ma la loro visione, il loro credo e, anche, la loro vita di tutti i giorni. Col passar degli anni si è formato in me un codice di lettura del vino che ho nel bicchiere, fatto di conoscenza, esperienza e ricordi. Lo chiamo Codice d'Aragona ed è la mia personale mappa per trovare sempre il meglio di ciò che le vigne e le persone hanno d'offrirmi. Ne condivido con voi alcune tracce.

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