Associazione Culturale Aristocrazia Europea

lunedì 4 marzo 2013

"Motti e Stemmi" : mostra araldica del Maestro Gabriele Reina a Milano.

"Motti e Stemmi" : mostra araldica del Maestro Gabriele Reina a Milano.




Gabriele Reina è nato a Lugano nel 1969. E’ stato per lunghi anni allievo del maestro futurista Sibò (Pier Luigi Bossi, 1907-2000, a sua volta discepolo di A. Viligiardi e D. Neri), in Toscana. Doppiamente laureato a Milano in Lingue e Storia dell’Arte, è stato scrittore e caporedattore della casa editrice FMR/Franco Maria Ricci. Vive in Italia. E’ membro del Club Alpino Italiano, della Società Dalmata di Storia Patria di Venezia e della Scottish History Society. Esperto nelle antiche tecniche a olio, tempera, maiolica e matita sanguigna, ha dipinto dozzine di quadri. Accanito viaggiatore, ha disegnato quasi novanta taccuini di viaggio Esegue ritratti su commissione, lavori di ornato, ceramiche artistiche, stufe e camini maiolicati, apparati decorativi, stemmi, simboli e marchi industriali. http://www.gabrielereina.com/
Stemma dei Principi MALASPINA di Santa Margherita


Stemma dei Conti ANGUISSOLA


Stemma dei Conti PROVANA di Collegno
Stemma dei Conti CORNER


Stemma dei Nobili DE LALAING
Stemma antica famiglia PERESTRELLO.
Azulejo con ritratto di Sebastiano I di Portogallo,
Studio per un ritratto di Giorgio VI, matita sanguigna su carta,

Il Camerlengo della Sede Vacante.

Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale
TARCISIO BERTONE
Camerlengo della Sede Vacante di Santa Romana Chiesa

Regno di Epiro in Esilio.


Nel 1912, 482 anni dopo la venuta dei turchi in Epiro, le forze epirote liberarono gran parte di quello che più tardi sarebbe stato chiamato Epiro del Nord. Il confine epirota fu posto a nord delle città di Himara, Tepeleni e Pogrodets. Nel 1913 il Protocollo di Firenze cedette all'Albania tutto l'Epiro del Nord. La violazione del principio di autodeterminazione dei popoli fù giustificata con la motivazione che si doveva fornire il Regno di Albania di un adeguato dominio territoriale. Il Popolo d'Epiro, vedendo traditi i propri legittimi diritti dalle potenze europee, insorse non tollerando il passaggio dall'oppressione ottomana a quella albanese. Nel febbraio del 1914 cominciò la guerra di liberazione dall'occupazione albanese e le forze indipendentiste occuparono gran parte di quello che oggi è il territorio albanese. L'Albania chiese allora l'intervento delle grandi potenze del tempo ed il 5 maggio del 1914 fù firmato il Protocollo di Corfù redatto da un Comitato Internazionale di Controllo formato da: Gran Bretagna, Francia, Germania, Impero Austro-Ungarico, Russia e Italia. Tale protocollo accettato incondizionatamente dal Regno di Albania, garantiva all'Epiro l'autonomia all'interno dello Stato Albanese, ma tale autonomia non fù mai applicata. L'Epiro, riusci tuttavia ad autogovernarsi dal 1914 al 1916 circa, quando l'Albania con la forza stroncò ogni aspirazione all'indipendenza. Molti patrioti presero la strada dell'esilio volontario, altri deposero le armi in attesa di tempi migliori mentre clandestinamente restava in vita un movimento indipendentista. Negli anni 30 l'Albania fù annessa con un plebiscito al Regno di Italia e Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re di Italia ed Imperatore di Etiopia assunse il titolo di Re d'Albania. Nel 1942 in piena Seconda guerra mondiale sorse il Fronte di Liberazione dell'Epiro del Nord. L'anno successivo i partigiani comunisti albanesi e greci attaccarono le forze epirote e con l'instaurazione del regime di Enver Hoxa il popolo d'Epiro perse ancora una volta la Sua libertà. Arrivando più vicino a noi, il Governo Monarchico in esilio e la Santa Chiesa Ortodossa Epirota della diaspora hanno formalmente riconosciuto nel 1998 il Principe Alessandro d'Epiro residente negli Stati Uniti quale legittimo Sovrano. Alessandro con lettere patenti del 25 marzo 2001, ha nominato un Reggente; il Principe Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia, con facoltà di restaurare la Nobiltà Epirota, di istituire Ordini Cavallereschi, di costituire Accademie per promuovere la cultura e la storia del popolo d'Epiro. Le sovrane lettere patenti di Alessandro sono di fatto e di diritto una vera e propria abdicazione a favore del Reggente cui sono stati conferiti fons honorum, jus gladi, jus imperii, jus majestatis.

venerdì 1 marzo 2013

"Il saio e la spada"




Orazio Ferrara - Il saio e la spada. Ordini cavallereschi e ospitalieri medievali - Capone Editore 2013;

pagine 128, € 10,00;

Capone Editore - via Prov.le Lecce-Cavallino Km 1,250 - Lecce

info@caponeditore.it

Il Libro: Ci fu un tempo durante il quale il saio e la spada dei monaci-guerrieri rappresentarono l’estrema difesa della Cristianità nelle contrade della Terrasanta e in quelle ai confini dell’Europa. Formidabili e temibili combattenti in nome della Croce.

Dei Templari, dei Giovanniti, dei Teutonici tutti ormai ne conoscono a grandi linee le vicende, ma vi erano anche altri cavalieri che non furono da meno nel coraggio e nel sacrificio. Di quest’ultimi tratta il libro nel tentativo, non celato, di trarli dall’oblio.

Si spazia dai cavalieri dal bianco mantello dell’Ordine di Santa Caterina, posti a sempiterna scorta delle piste sinaitiche, ai monaci-guerrieri dell’Ordine del Fuoco Sacro o di Sant’Antonio Abate, la cui veste nera è caricata da una croce tatuata di colore azzurro sul lato sinistro; alla storia millenaria di una commanderia di quest’ultimi in una comunità dell’Italia meridionale; al Tau combattente degli uomini d’arme della Confrérie de Monseigneur Saint Antoine de Barbefosse.

Dall’Ordine dei Monaci Bianchi e delle loro fondazioni ospitaliere nel nome di una delle “sette Madonne napolitane”,la Materdomini, ai cavalieri di San Giacomo della Spada, che si battono e muoiono alla grande per la salvezza dell’anima loro e a maggior gloria del loro Celeste Patrono. Dalla fascinosa Nobile Compagnia del Nodo d’Amore, i cui cavalieri possono riannodare il nodo soltanto visitando, da umili pellegrini, il Santo Sepolcro, ai cavalieri dell’Ordine degli Argonauti di San Nicola con insegna una navicella nel mare in burrasca, a significare la fortitudo della loro fede di milites cristiani in mezzo al mare tempestoso dei destini umani.

Il libro tratta anche diffusamente delle misteriche origini dei Cavalieri del Tempio e soprattutto del loro fondatore, Ugone dei Pagano, di cui si rivendica puntigliosamente e orgogliosamente la nazionalità italiana. Ampio capitolo poi sulla marineria al tempo dei Templari, di cui quella di Puglia, con i suoi strategici porti d’imbarco verso la Terrasanta e con le sue consuetudini e ordinamenti marittimi anteriori a quelli delle Tavole amalfitane, ne rappresenta la punta di diamante per tutto il tempo medievale.

Nobiltà ed Ordini del Regno di Epiro.

Nobiltà e Ordini del Regno di Epiro.




Ballo dei Cento e non più Cento 2013.


Ballo dei Cento e non più Cento 2013

L’Internazional Commission for Orders of Chivalry, le Famiglie Storiche d’Italia, il Circolo dei Cento e non più Cento e l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore al Pantheon promuovono anche per il 2013 il tradizionale “Ballo dei Cento e non più Cento”. L’evento nasce da una tradizione rinascimentale dell’antica Capitale del Ducato del Monferrato, dove veniva organizzato un ballo di metà quaresima a cui prendevano parte un massimo di 199 persone, scelte fra non più di 100 esponenti della Nobiltà e non più di 99 esponenti della borghesia. L’edizione di quest’anno è dedicata al trecentesimo anniversario del trattato di Utrecht, che confermò l’annessione del Ducato del Monferrato agli Stati Sabaudi, nonchè al centenario della vittoria del Casale FBC al campionato nazionale di calcio del 1913 ed ai Krumiri Rossi di Casale.
L’appuntamento è per sabato 6 aprile a Casale Monferrato, con il seguente programma:
ore 20,00: arrivo dei partecipanti e concerto della fanfara dei bersaglieri Fanfara dei Bersaglieri e aperitivo nel prestigioso salone d’ingresso di Palazzo Gozzani Marchesi di Treville, dove nel 1847 scoccò la scintilla che diede vita al Risorgimento italiano, alla presenza di S.A. il Principe Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo storico della Casa Ducale di Mantova e prossimiore affine degli antichi Duchi del Monferrato, di S.A.R. la Principessa Luciana Pallavicini Hassan d’Afghanistan e di S.A.R. la Principessa Mahera Hassan d’Afghanistan;

ore 21,00: pranzo nelle sale Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, dei Giuochi di Società, della Biblioteca, Azzurra alla presenza di S.A.I.&R. l’Arciduchessa Monika d’Asburgo, Principessa d’Ungheria, Duchessa di Santangelo, di S.A.I.&R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo, Principe d’Ungheria accompagnato dalla consorte S.A.I.&R. l’Arciduchessa Margarete d’Asburgo nata Principessa d’Hohenberg; di S.A.R. l’Infante Dom Enrique de Bragança, Duca di Coimbra, e di delegazioni dei Vitezi Rend d’Ungheria e dell’Union de la Noblesse Russe;

ore 22,30: il M° Tony D’Amico accompagnerà le danze nel Salone d’Onore, dove furono ospitati vari Re di Sardegna e d’Italia;

ore 23,00: chi vorrà potrà usufruire gratuitamente delle magiche previsioni di Carima o stupirsi con i giochi di Alan …;

ore 01,00: pasta al tricolore;

ore 05,00: cioccolata con i celebri Krumiri “Rossi” di Portinaro.
Foto Circolo dei Cento e non più Cento: Da sin., Carlo Emanuele dei Conti Manfredi, il Principe Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice di Vescovato, Michel e Marie France Teillard d’Eyry, al ballo del 2012.

Il Nobile Cav.Dott. Pierfelice Degli Uberti, storico promotore e coordinatore dell'evento.


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S.A.R. l’Infante Don Carlos di Borbone, Duca di Calabria

S.A.I. & R. l’Arciduca Otto d’Asburgo

S.A.I. & R. l’Arciduchessa Walburga d’Asburgo, Contessa Douglas

S.A.I. & R. l’Arciduca Andrea Salvatore d’Asburgo

S.A.I.& R. l’Arciduca Joszèf Arpad d’Asburgo, Principe d’Ungheria

S.A.I.& R. l’Arciduca Josef d’Asburgo, Principe d’Ungheria

S.A.I. & R. l’Arciduchessa Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda

S.A.R. l’Infante Dom Duarte de Braganza

S.A.R. l’Infante Dom Miguel di Braganza, Duca di Viseu


S.A.R. la Principessa Victoria di Borbone Parma

S.A.R. il Principe Sergio di Iugoslavia

S.A.S. il Principe S.R.I. Don Maurizio Ferrante Gonzaga del Vodice

S.A.S. la Principessa Donna Luisa Gonzaga del Vodice

S.M. Kigeli V, Ndahindurwa, Mwami del Rwanda

S.A. Principe Nguyen Phoch Quy Luc

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Doppio lutto nella aristocrazia milanese.


Il Circolo della Unione della Nobiltà Italiana della Lombardia, piange la scomparsa dei suoi illustri consoci milanesi: Conte CESARE SAGRAMOSO e Conte GIANLUPO DEL BONO.